
FERENC PATSCH S.I., Introduzione
ARTICOLI
WENCESLAO SOTO ARTUÑEDO S.I., El Año jubilar de 1550 y la Compañía de Jesús
L’articolo analizza l’importanza dell’Anno Giubilare del 1550 per la Compagnia di Gesù, l’unico vissuto da Sant’Ignazio di Loyola. Inaugurato da Papa Giulio III dopo un lungo conclave, il giubileo coincise con momenti decisivi per l’ordine, allora nel suo primo decennio di vita. Tra gli eventi chiave spicca il pellegrinaggio a Roma di Francesco de Borja, che rese pubblica la sua condizione di gesuita e promosse la costruzione della Chiesa del Gesù e del Collegio Romano. In quello stesso anno, Ignazio convocò i padri professi per una prima revisione delle Costituzioni e presentò le sue dimissioni da superiore generale, che vennero però respinte. Fondamentale fu anche la seconda approvazione pontificia della Compagnia tramite la bolla Exposcit debitum. Il testo descrive inoltre l’impegno sociale di Ignazio a Roma, con la creazione di opere assistenziali per pellegrini, poveri e persone con disturbi mentali. L’autore riflette sull’evoluzione storica del giubileo e sottolinea come, nonostante il carattere mondano di alcuni pontefici rinascimentali, Ignazio mantenne una profonda devozione al papato come istituzione spirituale.
MARCO EMANUELE, La ricerca del vero: Giovanni Girolamo Saccheri SJ alle soglie della Geometria non Euclidea
Questo articolo intende analizzare il ruolo del matematico gesuita Giovanni Girolamo Saccheri SJ (Sanremo, 5 settembre 1667 – Milano, 25 ottobre 1733) nella storia della geometria e in relazione alla nascita delle geometrie non euclidee. Dopo aver proposto una notizia biografica e un inquadramento del Saccheri nella tradizione propria della Compagnia di Gesù dello studio della logica e della matematica, l’articolo offre alcune chiavi di lettura critica del Libro I dell’Euclides ab omni naevo vindicatus: sive conatus geometricus quo stabiliuntur prima ipsa universae Geometriae Principia.
In tale prospettiva, viene messo in evidenza come l’approccio di Saccheri sia da comprendere non solo all’interno del dibattito scientifico del suo tempo, ma anche alla luce della visione ignaziana del rapporto tra fede, ragione e ordine del creato, che ispirava sia la ricerca scientifica sia il gesto educativo quali forme di servizio a Dio.
L’articolo descrive, inoltre, la rilevanza del contributo innovatore di Saccheri alla luce della sua capacità di anticipare, con l’Euclide vendicato da ogni neo, di oltre un secolo le direzioni che la ricerca matematica avrebbe intrapreso: viene messo in rilievo che l’apporto di Saccheri nulla ha da invidiare a quello offerto nello stesso ambito da altri matematici illustri, come Janos Bolyai o Nicolaj Ivanovič Lobačevskij.
Viene infine sottolineato come l’impatto culturale dell’opera di Saccheri meriti di essere considerato al pari di quello prodotto da altri scienziati gesuiti più noti, come Cristoforo Clavio o Angelo Secchi. La figura di Saccheri si inserisce a pieno titolo in un’ampia tradizione di Gesuiti che, operando in ambito scientifico, hanno contribuito, in epoche diverse, a un’intelligenza critica della realtà fondata su rigore logico, apertura spirituale e dedizione educativa.
CHRISTIAN M. RUTISHAUSER S.I., Ignatius in Jerusalem. Significance for the Spiritual Exercises and for Ignatian spirituality
Questo saggio esplora il significato del pellegrinaggio di Ignazio di Loyola a Gerusalemme per gli Esercizi spirituali e la spiritualità ignaziana. Sebbene la storiografia privilegi Roma, Gerusalemme ebbe un ruolo formativo nello sviluppo spirituale di Ignazio. Il viaggio segna il passaggio da motivazioni penitenziali a un orientamento missionario, influenzando le meditazioni negli Esercizi spirituali, in particolare l’Ascensione e la “Chiamata del Re”. Le esperienze in Terra Santa hanno plasmato le dimensioni apostoliche, incarnative e missionarie della spiritualità gesuitica, sottolineando la rilevanza di Gerusalemme per la missione e il dialogo interreligioso oggi.
FERENC PATSCH S.I., L’avanzata dei “laici”? Una panoramica sui percorsi attuali della spiritualità cattolica (una prospettiva europea)
Il contributo offre una panoramica dei principali movimenti spirituali contemporanei all’interno della Chiesa cattolica, con particolare attenzione al contesto europeo. Dopo aver distinto tali movimenti da quelli protestanti per il loro inserimento nel quadro istituzionale cattolico, l’autore individua una pluralità di esperienze che testimoniano la vitalità della spiritualità odierna. Accanto alla persistente influenza degli ordini religiosi tradizionali, si analizzano fenomeni come il rinnovamento carismatico, le comunità di origine francese (Emmanuel, Beatitudini, Foyers de Charité), il Cammino Neocatecumenale, Comunione e Liberazione, l’Opus Dei, il Movimento dei Focolari, l’Équipe Notre-Dame, la Comunità di Sant’Egidio e la riscoperta della preghiera contemplativa.
Un tratto comune emerge con chiarezza: la crescente partecipazione dei laici alla vita spirituale e alla missione ecclesiale. Questo processo, descritto come una “decentralizzazione” o “laicizzazione” della spiritualità, comporta una redistribuzione delle responsabilità e una maggiore accessibilità delle pratiche spirituali. L’autore evidenzia come tale trasformazione, avviata soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, abbia favorito nuove forme di evangelizzazione, comunità e percorsi di fede, pur sollevando anche interrogativi critici. Nel complesso, il testo interpreta questi sviluppi come segni di una Chiesa in evoluzione, in cui la dimensione laicale assume un ruolo sempre più centrale nel plasmare il futuro della spiritualità cattolica.
STUDI E RICERCHE
FILIPPO VANDENBULCKE, BETH LINEHAM, EMILIANO MALAGOLI, ALEXANDER KIRIENKO, La ferita di S. Ignazio a Pamplona e la chirurgia ortopedica
Questo studio esamina il caso storico della lesione alla gamba di Sant’Ignazio di Loyola e i successivi interventi chirurgici come un potenziale esempio precoce di chirurgia di allungamento e ricostruzione degli arti. Attraverso un’analisi dettagliata de “Il racconto del Pellegrino”, focalizzata sulle descrizioni ortopediche dei trattamenti ricevuti, emerge che nel 1521 Íñigo López de Loyola riportò una grave frattura esposta comminuta della tibia causata da una palla di cannone durante l’assedio di Pamplona. I fallimentari tentativi iniziali di riduzione portarono a una pseudoartrosi con significativa deformità e accorciamento, rendendo necessaria una dolorosa procedura di revisione. Nonostante il consolidamento, la persistenza di un accorciamento residuo e di una vistosa deformità ossea spinse Ignazio a richiedere, per ragioni sociali, una seconda osteotomia per rimuovere l’osso sporgente, seguita da una trazione continua finalizzata all’allungamento progressivo. Al termine di questi trattamenti, il paziente recuperò la capacità di camminare e di cavalcare, mantenendo come unico sintomo residuo il gonfiore serale. In conclusione, il caso fornisce un resoconto avvincente delle sfide ortopediche del XVI secolo, documentando tentativi straordinariamente precoci di gestione della pseudoartrosi e della deformità che precedono di secoli le moderne tecniche ricostruttive. La narrazione offre preziosi spunti sugli stadi nascenti della chirurgia ortopedica, sottolineando come un calvario fisico possa plasmare profondamente il percorso di vita di un individuo.
PEDRO DE LETURIA S.I., S. Ignatius of Loyola and the Holy Year 1550
Il saggio di Pedro de Leturia analizza il significato del Giubileo del 1550, il primo a riflettere chiaramente la frattura della cristianità dopo la Riforma protestante. A causa della morte di Paolo III, l’Anno Santo fu aperto in ritardo da Giulio III nel febbraio 1550. Per la Compagnia di Gesù, questo fu un periodo di consolidamento istituzionale e fervore spirituale. Un evento centrale fu l’arrivo a Roma di Francesco de Borja, la cui presenza diede impulso a progetti fondamentali come la Chiesa del Gesù e il Collegio Romano. Durante l’anno giubilare, Ignazio di Loyola convocò i padri professi per la revisione delle Costituzioni e presentò ufficialmente le sue dimissioni da Preposito Generale per motivi di salute e umiltà. Sebbene le dimissioni furono respinte, l’evento sottolineò il suo desiderio di totale dedizione spirituale. Il testo evidenzia anche l’impegno caritativo di Ignazio, che promosse l’assistenza ai pellegrini e la fondazione di un ospedale per i malati di mente. Gli anni che seguirono il 1550 videro l’espansione globale dell’ordine e la redazione dell’Autobiografia di Ignazio, consolidando il suo ruolo di mistico e psicologo moderno.
RIFLESSIONI E TESTIMONIANZE
Ignazio di Loyola, Esercizi Spirituali, Commento degli accompagnatori Kaire
Il testo propone un’interpretazione contemporanea degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, evidenziando strumenti pratici di discernimento spirituale e guida interiore. Vengono approfonditi i concetti di consolazione, desolazione, scrupolo e falsa umiltà, mostrando come questi influenzino le scelte quotidiane e la crescita spirituale. Si analizzano i diversi modi di pregare (contemplativo, parola per parola, a ritmo) e l’approccio ai misteri della vita di Cristo, con attenzione al ruolo attivo dell’accompagnatore e alla personalizzazione del percorso. L’opera sottolinea l’importanza della comunione con la Chiesa, della libertà interiore e del servizio a Dio, combinando ragione, affettività e responsabilità morale. Infine, viene valorizzato l’uso dei beni e la vita evangelica concreta come espressione della scelta di seguire Cristo.